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IMU e coniugi separati: analisi delle implicazioni fiscali della separazione

Quando si parla di IMU e coniugi separati sorgono diversi dubbi. Ciò è dovuto al fatto che la tassazione delle proprietà immobiliari e la procedura di separazione tra coniugi sono argomenti complessi che possono avere notevoli conseguenze finanziarie per le coppie italiane che decidono di separarsi.

In primo luogo, è bene sapere che le disposizioni relative all’Imposta Municipale Unica (IMU) stabiliscono che questa tassa è applicata alle seconde abitazioni, mentre l’abitazione principale gode di un’esenzione fiscale. Ma come cambia la situazione in caso di separazione? L’obbligo di versare l’IMU viene spostato dal proprietario di casa all’assegnatario dell’abitazione a seguito della separazione. In questo modo, l’imposta diventa responsabilità dell’utilizzatore designato, con l’esenzione dai pagamenti per il coniuge non assegnatario, anche nel caso in cui quest’ultimo sia il legittimo proprietario dell’immobile. Cerchiamo di fare chiarezza sulla questione e individuiamo tutto ciò che serve sapere sul pagamento della tassa sugli immobili in caso di separazione.

 

Chi paga l’IMU per la separazione dei coniugi?
La disciplina del 2019 
Le sentenze della Cassazione su IMU e coniugi separati

Chi paga l’IMU per la separazione dei coniugi?

Prima di parlare in modo approfondito di IMU e coniugi separati è bene sottolineare che è di vitale importanza che entrambe le parti abbiano una comprensione completa dei loro diritti e doveri al fine di assicurare una divisione equa e conforme alle leggi fiscali vigenti.

Questo implica la necessità di esaminare attentamente la proprietà e l’uso dell’immobile, valutare l’eventuale assegnazione della casa familiare e comprendere le implicazioni fiscali associate. In questi casi, consultare un professionista qualificato è essenziale per districarsi in modo efficace in questo contesto complesso, garantendo la tutela degli interessi individuali e assicurandosi che tutte le parti coinvolte operino nel rispetto delle normative attuali.

Ciò premesso, la normativa di riferimento per il pagamento dell’IMU in caso di coniugi separati ha origine nell’articolo 4 del Decreto-legge n. 16/12. Secondo tale disposizione, l’assegnazione della casa coniugale a uno dei coniugi stabilita per mezzo di una sentenza di separazione legale, implica l’insorgere di un diritto di abitazione in capo al coniuge cosiddetto assegnatario della casa.

Tale diritto di abitazione comporta l’obbligo del coniuge assegnatario di versare l’IMU, eccetto nei casi di abitazione principale. Invece, in caso di assegnazione di immobile di lusso (categorie catastali A1, A8, A9), l’IMU è sempre dovuta dal soggetto assegnatario.

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Quanto alla questione dell’IMU per il coniuge separato non assegnatario dell’immobile è bene sottolineare che, tale soggetto, non deve considerare l’abitazione assegnata all’altro coniuge come seconda casa. Ciò significa che l’eventuale IMU rimane esclusivamente a carico del titolare del diritto di abitazione, mentre il coniuge non assegnatario ne è esente.

La disciplina del 2019 

Riassumendo quanto detto finora nella normativa IMU del 2012, si stabilisce che il soggetto passivo per l’IMU in caso di separazione relativa all’ex casa coniugale è il coniuge assegnatario dell’immobile, in quanto colui che ne fa effettivo uso, mentre l’altro coniuge viene esentato dall’imposta. Inoltre, nei casi di prima casa di coniugi separati legalmente e IMU, il soggetto assegnatario può godere dell’esenzione fiscale solo a patto che si tratti di abitazione principale e non di abitazione accatastata in categorie di lusso.

Nello specifico, rientrano nel concetto di prima casa anche gli immobili assegnati dal giudice a uno dei coniugi, poiché, secondo tale provvedimento, l’assegnatario gode del diritto di abitazione nella casa, indipendentemente dal fatto che i coniugi separati siano comproprietari. L’IMU dunque dev’essere sempre corrisposta dall’assegnatario, anche quando l’altro coniuge è proprietario (fermo restando la possibilità di godere di un’esenzione IMU per coniugi separati legalmente che hanno residenze diverse).

La disciplina dell’IMU per i coniugi separati è stata tuttavia riformulata dalla Legge n. 160/2019, che ha introdotto una nuova formulazione riguardo ai beneficiari dell’esenzione fiscale per l’abitazione principale, designando il genitore affidatario dei figli come soggetto beneficiario, anziché il coniuge assegnatario dell’immobile.

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Questa modifica ha sollevato alcune perplessità, soprattutto considerando la possibilità che i coniugi non abbiano figli o che, nell’ambito della ricerca di chi deve versare l’IMU tra i coniugi separati con figli maggiorenni, vi siano figli diciottenni che abbiano costituito un nucleo familiare indipendente. A tal riguardo, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha fornito chiarimenti, confermando che la modifica in questione non altera sostanzialmente la disciplina del 2012, ma estende le situazioni in cui il coniuge assegnatario può beneficiare del diritto di abitazione sulla casa familiare.

In altre parole, la modifica normativa estende l’esenzione dall’IMU per l’abitazione principale non solo al coniuge assegnatario dell’immobile, ma anche al genitore affidatario dei figli anche all’interno di una coppia di fatto. In entrambi i casi, l’assegnazione deve derivare da un provvedimento giudiziale, e il Comune non può contestare l’individuazione e l’assegnazione della casa familiare ai fini dell’esenzione fiscale.

Le sentenze della Cassazione su IMU e coniugi separati

La Corte di Cassazione si è spesso pronunciata sulle questioni riguardanti l’IMU ed i coniugi separati. Tra tali decisioni è bene ricordare l’Ordinanza n.6545/2023 della Suprema Corte, ove si è ribadito che il coniuge non assegnatario non è tenuto a versare alcuna somma a titolo di pagamento IMU per la sua quota di proprietà della ex residenza coniugale.

Allo stesso modo, l’IMU non è dovuta dall’assegnatario che ne fa la propria abitazione principale. Tuttavia, questa regola non si applica alle unità in affitto, per le quali la legge speciale sulle locazioni prevede il subentro dell’assegnatario nel contratto. In questi casi e di conseguenza, è il proprietario dell’immobile a dover pagare l’IMU secondo le norme ordinarie.